Gustave Courbet
Il capofila del Realismo francese: grandi formati, pennellata materica e soggetti popolari trattati con la dignità della pittura di storia.
Vai alla scheda artistaIl Realismo porta sulla tela ciò che i pittori accademici avevano ignorato per secoli: contadini al lavoro, funerali di paese, operai, lavandaie, viaggiatori di terza classe. Emilio Ventura realizza a mano su tela copie d'autore di Courbet, Millet e Daumier, restituendo la pennellata materica, i toni terrosi e la dignità silenziosa di questa grande stagione della pittura moderna.
Il Realismo nasce in Francia intorno al 1848, negli anni delle rivoluzioni europee e dell'affermarsi della fotografia. È la prima corrente pittorica europea che rivendica esplicitamente il diritto di rappresentare il mondo così com'è, senza filtri mitologici, religiosi o storici. Nel 1855, in occasione dell'Esposizione universale di Parigi, Gustave Courbet allestisce a proprie spese un padiglione intitolato «Il Realismo»: è l'atto di nascita ufficiale del movimento.
L'impulso è al tempo stesso artistico e politico. Dopo il 1848 la nuova borghesia industriale, la classe operaia e la vasta popolazione contadina entrano nella coscienza dei pittori come soggetti degni di grande formato, prima riservato alle scene bibliche o mitologiche. La pittura di storia lascia progressivamente il campo alla pittura del presente.
I realisti abbandonano il finito levigato dell'accademia per una pennellata larga e materica, spesso stesa con la spatola. La tavolozza è dominata da terre, bruni, ocre, verdi cupi, con bianchi e neri usati per costruire i volumi. La luce non è più teatrale come nel Barocco né idealizzante come nel Neoclassicismo: è la luce reale di una giornata nuvolosa, di un interno affumicato, di una campagna al tramonto.
Le composizioni sono ampie, sviluppate in orizzontale come fregi, con figure spesso disposte alla stessa altezza dello spettatore. Il punto di vista è quello di chi osserva dal vero, non quello sopraelevato o teatrale della pittura di storia. Il disegno preparatorio resta importante ma viene lasciato leggibile, mai nascosto sotto la vernice.
I soggetti quotidiani sono la vera rivoluzione del Realismo. Courbet dipinge «Gli spaccapietre» a grandezza naturale, formato prima riservato ai re; Millet trasforma tre spigolatrici piegate in un campo di stoppie in una scena di solennità biblica; Daumier osserva i passeggeri di un vagone di terza classe con la stessa attenzione che un ritrattista accademico avrebbe riservato a un principe.
La vita sociale entra nei quadri senza filtri edificanti: funerali di paese, lavandaie chine sui panni, operai, avvocati in aula, folle in rivolta. Non c'è né compiacimento pittoresco né denuncia esplicita: c'è la volontà di guardare in faccia il proprio tempo. È questa onestà dello sguardo la vera eredità che il Realismo consegnerà all'Impressionismo prima, e alla pittura sociale del Novecento poi.
La rappresentazione della realtà per i realisti non significa copia fotografica: significa selezionare, comporre e dipingere ciò che accade davvero, con la stessa serietà con cui i vecchi maestri avevano dipinto Madonne e battaglie. Ogni corpo pesa, ogni gesto racconta un lavoro, ogni panneggio è consumato dall'uso.
Emilio Ventura realizza a mano su tela riproduzioni dei capolavori del Realismo — da «Le spigolatrici» di Millet al «Vagone di terza classe» di Daumier, dagli «Spaccapietre» all'«Atelier del pittore» di Courbet — con formato personalizzabile e certificato di autenticità su pergamena. Ogni copia richiede uno studio attento della materia pittorica, della tavolozza terrosa e della luce naturale che rendono queste opere immediatamente riconoscibili. Su richiesta è possibile commissionare anche opere realiste non presenti in elenco, purché documentate da immagini di riferimento di buona qualità.
Apri ciascuna scheda per scoprire biografia, tecnica e opere celebri commissionabili come copie d'autore dipinte a mano.
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